Si apre, con il contributo di ricercatori e tesisti universitari, un cantiere di Atlasfor dedicato al ‘900: dai luoghi del cinema muto, alle foto di Gabinio, dalle Grandi Esposizioni alle architetture paradigmatiche dei primi anni del secolo.

Atlastor oltre a essere un atlante online è anche un potente e versatile strumento didattico e di ricerca che può essere utilizzato facilmente in ambito universitario a diversi livelli.

L’utilizzo sistematico di AtlasFor come piattaforma in cui inserire ricerche di studenti, ricercatori e docenti, ha permesso di esplorare innovative metodologie di conoscenza e comunicazione basate:

  • sulla messa in evidenza delle relazioni territoriali di fenomeni sino ad ora studiati con altri metodi disciplinari;
  • sull’ordinamento pratico e concettuale di fenomeni urbani e sociali, con chiavi di lettura differenti rispetto all’orizzonte consolidato (sotto il profilo della conoscenza e della comunicazione) con un nuovo valore semantico attribuito alle immagini e alla topologia;
  • sulla interazione dinamica tra redattori e pubblico fruitore, con prospettive orientate alla “intelligenza collettiva”, al gaming e, in generale, al fact-checking oggi più che mai cogente e ineludibile.

Data la sua duttilità, l’atlante si rivolge ai corsi di studio, alle ricerche, alle tesi di laurea, alle attività complementari degli studenti e dei ricercatori nei settori della scienza della comunicazione, dell’antropologia, della sociologia, della storia, della geografia, delle lingue straniere.

Nell’orizzonte così descritto, una sperimentazione è stata condotta con la tesi magistrale di Martina Savi presso l’Università di Torino (relatore Professor Silvio Alovisio) con un “gioco di esplorazione” digitale su 98 sequenze e relative location del cinema muto a Torino nei primi venti anni del XX secolo, concretizzato sia sull’atlante sia sulle pagine Facebook e Instagram della Associazione Landscapefor.

Da questa sperimentazione sono derivati tre passaggi nodali (che hanno condotto alla stipula di convenzioni con l’Università di Torino, nel 2019 a livello dipartimentale e nel 2024 alla dimensione di Ateneo)

  1. Un docente (nel proprio corso) un ricercatore o un tesista (nella propria ricerca o tesi) individuano i fattori di localizzazione di un tema specifico (non solo i film del periodo del cinema muto ma anche l’evoluzione degli immaginari urbani di riferimento con le foto di Mario Gabinio; i mutamenti economici e sociali nella città (con le grandi esposizioni: 1911 e 1961; le architetture del primo ‘900 ecc.)
  2. Quanto elaborato in chiave tematica nel passaggio precedente, si “colloca” all’interno di una narrazione complessiva della città (e/o del territorio), generando feedback e valutazioni sulla rilevanza del tema sul contesto, o viceversa (ad esempio: con le location dei film sui moti giovanili della seconda metà del ‘900, oppure con l’architettura di qualità della prima metà del XX secolo lungo l’asse del Po)
  3. La condivisione (e la “socializzazione”) di quanto elaborato, proponendo giochi di esplorazione ad un pubblico esterno e non specialista, che entra così in contatto con un tema disciplinare attraverso la mediazione “generalista” data dall’Atlante.

In questo quadro, Landscapefor ha messo a disposizione:

  • la formazione della competenza tecnica di autore/redattore di schede di POI (punti di interesse), acquisibile con poche ore di istruzione on line;
  • un supporto di tutorial on line; una chat sempre attiva con i redattori dell’atlante;
  • un’area “privata” personale, dedicata esclusivamente ad ogni gruppo di didattica o di ricerca, dove inserire documenti e materiali a supporto (prevalentemente multimediali, data la natura della piattaforma) e realizzare le proprie schede di POI;
  • la possibilità di “pubblicare” le schede elaborate (se coerenti con i criteri redazionali dell’Atlante), nonché di editare il proprio lavoro al di fuori della piattaforma grazie alla possibilità di generare .pdf con un template grafico dedicato. In tal quadro, va sottolineato che il Magazine delle Fondazione è una “pubblicazione” on line a tutti gli effetti, con relativa registrazione ISSN.